Passione F1 e #ForzaJules

E’ passata una settimana e sento il bisogno di scrivere qualcosa. Una settimana piena di pensieri, preoccupazioni, rabbia, critiche… Tutto intorno ad un ragazzo che sta lottando contro la nostra peggior nemica in un letto di ospedale. Qualcuno potrà pensare “Solo per questo?”. Ho vissuto qualcosa del genere da vicino qualche anno fa, terribile, non a questi livelli, ma questo è sempre brutto. Per farvi capire forse dovrei spiegare cos’è una  passione. O magari solo cos’è la passione per i motori ed in particolare per la Formula1. Prendete una bambina di 8 anni circa, una domenica pomeriggio. Non dorme, lei ha sempre dormito poco, quindi decide di stare sul divano abbracciata a suo padre, con la tv che trasmette strane macchine che vanno molto veloce, si rincorrono,… Mio padre non è solo lì ad abbracciarmi, scalpita, si emoziona, si arrabbia e in una abbraccio trasmette tutto a me. Un amore rosso, con un certo Schumacher. Da lì iniziano le varie domande, magari anche banali, vista l’età, ma inizia il mio grande amore, inseguendo quella strana macchina rossa. Ad ogni gara sempre lì, sempre più amante di quel mondo così veloce e magico che mi tiene compagnia quasi ogni 2 weekend, da marzo a novembre, ogni anno. Anche la domenica prima dell’orale dell’esame di maturità. Quella mattina arrivo, mi siedo davanti al presidente che mi chiede “Signorina Rossi, lei ieri ha studiato?” non temendo nulla, ho risposto “Un po’, più che altro ho seguito la Formula1!”… Grazie al cielo il presidente era anche appassionato di Formula1 ed ho rotto il ghiaccio scambiando qualche battuta su questo mondo. Per la cronaca, ho comunque preso il massimo. Questo mondo non mi ha “ostacolata”. “Ma chi te la fare? Che gusto ci prendi? Con gli scarsi risultati di questi anni della Ferrari…Pensa ad altro!” Le solite frasi dei tanti. E’ vero, è tutto tramite uno schermo di una tv o di un pc, o il foglio di un giornale, i veri affetti sono altri, ma è comunque tanto. E’ come se tu fossi lì. Ed ora grazie ai social network è un mondo ancora più vicino. Conosci tutto ciò che gira intorno: piloti, meccanici, giornalisti,… Vedi anche il loro lato umano, conosci le loro vite (sempre con un limite, ovvio), i loro hobby… E ti affezioni di più. Nella vita ho sempre amato le persone allegre, positive, ma serie nel momento in cui è necessario, con poche lamentele e tanto lavoro. Così applico la stessa regola in questo mondo e mi affeziono ad alcuni piloti, anche se non Ferrari. Mi è impossibile non farlo con Ricciardo, con Vergne e con Bianchi. Un Bianchi che ho “conosciuto” da prima che arrivasse nel mondo della Formula1, da quando è arrivato nell’FDA (Ferrari Drivers Academy), settore che seguo da sempre e che mi vede legata ad altri giovani piloti, fra i quali Antonio Fuoco, conterraneo che ci fa sognare. Ricordo quel francesino tanto carino, con la faccia da bravo ragazzo ma anche troppo serio per i miei gusti. Ma col tempo ho capito che quel ragazzo è ben altro. E’ proprio quel ragazzo allegrissimo fuori, ma serio dentro la pista, che con le auto ci sa fare. Con una Marussia (con tutto il rispetto) da serie B è andato sempre oltre il limite, sempre sopra gli avversari di pari livello ed addirittura ha conquistato 2 punti, 2 punti per la storia di questa scuderia. Dopo gli ultimi test con la Ferrari ho iniziato a sognare un posto in una macchina di serie A per lui, magari proprio in quella strana macchina rossa. E questo forse non è solo un mio sogno, c’è chi già parla di un contratto per lui per il 2016. Il sabato prima della maledetta gara del Giappone gli era stato chiesto cosa pensava dell’addio di Vettel alla Red Bull e lui col suo tipico accento francese e la sua voce bassa diceva “Se la Ferrari ha scelto lui va bene, vedremo il futuro”. Ed ora è tutto sospeso in un letto d’ospedale così lontano da noi, così lontano da quel suo grande amore rosso. In questi momenti ci si chiede cosa succeda alla nostra testa, se pensiamo o sogniamo qualcosa. A me piace immaginare che in questo momento lui stia rincorrendo la nostra amata Ferrari, che prima o poi prenderà ed in quel momento tornerà da noi. Mi piace immaginare che tornerà a correre, magari avrà un anno di stop e nel 2016 avrà la sua auto, come annunciato. Ma mi basta immaginare che lui torni fra noi, che possa ancora mostrarci quel suo magnifico sorriso… Forza Jules, con tutto il cuore!

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